Il convegno del 2010

 

 

 

L’unità della nazione italiana non può essere – naturalmente – ridotta all’evento politico del 14 marzo 1861. La nazione si è formata attraverso un’evoluzione giuridica, economica e sociale che in tale evento ha trovato una precisa concretizzazione, ma che a partire da quello si è sviluppata in maniera anche drammatica, fino a concretizzarsi nuovamente con la Repubblica e la Costituzione; continuando peraltro verso orizzonti già prefigurati ma ancora lontani.

In questa visione, è parso alla Fondazione che il pensiero e l’opera di La Pira – come pensatore, come costituente, come sindaco – potessero considerarsi di grande significato per la comprensione di quanto è avvenuto, sta avvenendo, e dovrà compiersi in futuro. Le linee di riflessione sono molteplici.

La prima è l’“architettura” dello Stato. La carta fondante dello Stato italiano non è concepita da La Pira come l’enunciazione di un insieme di principi di libertà e di criteri organizzativi, ma come un progetto organico che gli italiani hanno pensato e condiviso, fondandolo su valori comuni Si prefigura un «edificio costituzionale di tipo personalista e pluralista», nuovo e coerente, in cui la persona trovi riconoscimento e tutela dei suoi diritti e delle sue aspirazioni, compresa la sua essenziale orientazione religiosa.

Questa essenzialità del pluralismo – assente nelle dottrine tradizionali preunitarie – porta a mettere in rilievo un elemento specifico del pensiero di La Pira. E cioè il valore delle città nella struttura statuale. La nostra epoca storica «prende nozione, volto e nome della “cultura delle città». Si tratta del «metro destinato a ridare misura umana a tutta la scala, già sconvolta, dei valori». Ma non si tratta solo di un fatto culturale: l’esperienza di La Pira come sindaco, immerso nelle drammatiche problematiche del dopoguerra, lo conduce a farne conseguire il valore della città come “luogo” specifico della solidarietà.

In un periodo in cui i localismi o i settorialismi vengono enunciati ed esaltati in contrapposizione alla solidarietà e alla lealtà verso le istituzioni statuali, è sembrato utile riscoprire i reali fondamenti e i molteplici significati della rivalutazione le città – e quindi delle specificità o delle tradizioni cittadine – e dei gravi compiti dei loro amministratori. 

 

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