Saluti al Prefetto che parte ed a quello che arriva

Saluti al Prefetto che parte ed a quello che arriva

Ringraziamenti al Prefetto Gargiulo e auguri al Prefetto Bruno (26/9/1953)

 

 

I

 

Il grazie della città e della amministrazione: grazie fondato sulle cose: [non lingua et verbo, sed opere et veritate (non chi dice Signore, Signore, ecc. - et grati estote’)] perché il periodo della sua presenza a Firenze costituisce un periodo di fondamentale importanza per la soluzione dei problemi più essenziali e più urgenti della città.

 

II

 

Il mio benvenuto del 15 ottobre 1951 (S. Teresa d’Avila) e quanto in esso era indicato come piano ideale come programma della nostra amministrazione: i tre punti (tutto il secondo punto dei mio discorso)

 

III

 

Domanda: quel piano ideale, quel programma è divenuto realtà?

Si

Ed in quale misura?

In misura più vasta, molto più vasta del previsto.

Infatti:

a - in costruzione non tremila ma quattromila alloggi

- piano totale di investimenti non per otto, ma per oltre 12 miliardi.

b - Cantieri di lavoro quasi permanenti non per mille, ma per circa

duemila (1500-2000) operai (durante il 1952 circa 3700)

- Centro di avviamento professionale L. da Vinci per 500 giovani

- sviluppo dei laboratori ECA.

c - latte ai ragazzi delle scuole (30.000 circa) ed ai vecchi (inverno).

- quadruplicate le colonie estive ed invernali per i ragazzi (da 500 ad

oltre 2000)

- aumentata di 30 milioni all’anno l’assistenza ECA

- provveduto alla sistemazione di oltre mille famiglie sfrattate, sinistra

te, etc.

d - in fase esecutiva il grande poliambulatorio INAM e progetto per il

grandioso complesso dell’INAIL.

Quanto alle manifestazioni culturali che hanno attratto l’interesse di

tutte le nazioni, basti ricordare i due Convegni della Pace e della Civiltà

cristiana (40 nazioni ufficialmente rappresentate);

- le due giornate internazionali;

- le mostre di Leonardo e di Savonarola;

- gli sviluppi aristocratici del Teatro Comunale;

- le mostre della moda;

- Firenze capitale;

- la mostra dell’Antiquariato e del Signorelli.

 

IV

 

Tutte queste cose che sembravano un sogno realizzare sono state realizzate in virtù della sua cooperazione pronta, intuitiva, affettuosa! Così si capisce la mia frase di allora: la sua venuta, Eccellenza, è nei disegni della provvidenza certamente legata al vasto ed organico programma di lavori che l’amministrazione comunale ha già delineato e formalmente promesso di attuare alla cittadinanza fiorentina.

Oggi quel programma è una realtà, quella promessa un fatto.

Avremmo voluto impostare con lei un nuovo, più ardito programma: problema idrico, problema delle carceri, di S. Frediano, di S. Croce.

La Provvidenza dispone che Lei vada via: anche qui la parola di Dio si attua: altri è chi semina ed altri è chi raccoglie.

Ora ella è chiamata ad arare un altro terreno: ad operare in un raggio di azione più complesso e più vasto: c’è anche in ciò un misterioso disegno di Dio.

 

V

 

Come io vedo il disegno della Provvidenza su di Lei: Venezia, Firenze, Palermo, tre capitali dei mondo, tre città « incontri » fra la storia umana e il cristianesimo: tre fari della civiltà cristiana ed umana. Tre città « misteriose ». Palermo: capitale dell’impero (Innocenzo III, Federico Il) centro del mondo medioevale.

Cosa sta perseguendo oggi Iddio nel mondo: restaurare le grandi capitali della civiltà cristiana: rifarne fari di luce per i destini futuri di tutto il genere umano.

Città - cattedrali: lampada per illuminare (città sul monte, luce del mondo, fiaccole sul candelabro).

Il nesso ideale, misterioso fra questi tre centri: Venezia, Firenze, Palenno: Lei può dire: ho contribuito a ridare decoro e luce a tre capitali della civiltà cristiana ed umana.

 

VI

 

15 ottobre 1951 (S. Teresa); 26 settembre 1953 (Madonna della Mercede) (S. Michele Arcangelo).

Non dimentichiamo queste date, un arco ideale le unisce, un arco ideale che fuga tutte le piccole ombre e che stabilisce fra Firenze e Lei una amicizia vera fondata sulle cose e che perciò non è destinata a svanire.

La civiltà europea è in gran parte italiana; l’italiana in gran parte toscana; la toscana in gran parte fiorentina.

Il saluto: da Verona a Firenze: è augurale per noi: fa come appagata la grande nostalgia di Dante: se Dante fosse ritornato cosa avrebbe fatto per Firenze!

Come a Dante qui tornato: io « mostro » la città indicandone sì le bellezze essenziali ma anche i problemi essenziali insoluti che costituiscono come ombre che offuscano la bellezza, cioè rendono faticosa la vita...

Come feci (giusto due anni fa: 15 ottobre 1951) con il dott. Gargiulo: gli esposi i problemi essenziali, più urgenti (edilizia, cantieri di lavoro, strade, scuole, acqua, assistenza ECA, teatro comunale, attività artistica, investimenti).

Così ora faccio con Lei; in via di soluzione i problemi più improrogabili. Le « mostro » la città perché ne veda i problemi gravi ancora non impostati e che devono invece trovare una organica impostazione e soluzione: un piano organico che ne disegni le linee essenziali - tecniche e finanziarie - e ne determini gli strumenti risolutivi.

Una premessa: Firenze non è una città solo italiana: è, in qualche modo, una città che appartiene a tutta la civiltà cristiana ed umana: è un deposito sacro che la civiltà cristiana ha fatto all’Italia ed a noi perché sia amorosamente custodito e ravvivato - come una lampada - all’interesse di tutto il mondo civile: di tutti i secoli, di tutte le generazioni e di tutte le nazioni. 

È una città non del passato ma dell’avvenire: come Atene per Roma: qui la civiltà tecnica troverà uno dei luoghi essenziali per la sua integrazione.

Città di Dante, di Giotto, di Brunelleschi, di Ghiberti, del Beato Angelico, di Michelangiolo, di Leonardo, Savonarola, S. Antonino, S. Maria Maddalena dei Pazzi, S. Giovanni Gualberto, dei sette Santi, di Galilei.

Cosa sta avvenendo nel mondo della cultura contemporanea: anglossasone, francese; Firenze e la sua cultura essenziale integrano la cultura modema e la civiltà storica modema.

Quindi un centro propulsore di vita culturale, spirituale artistica: vengono qui gli scrittori, gli artisti, i forestieri tutti.

Anche centro industriale caratteristico: artigianato e Galileo, Pignone e mille altre industrie a carattere artigianale: esportazione.

Scuola Tecnico Industriale Leonardo da Vinci.

I Convegni della pace e della civiltà cristiana: l’interesse mondiale da essi suscitato: la lezione che se ne trae: Firenze interessa il mondo intiero.

E questa la cornice, sono queste la misura e le responsabilità nelle quali va inquadrata la problematica della città.

Quali sono questi problemi? Due categorie: problemi tecnicamente e finanziariamente già impostati in via di soluzione: i più urgenti - edilizia popolare - ponti - scuole - provvedimenti urgenti per l’acqua e la luce - strade - assistenza scolastica (latte, ECA, mensa, ecc.) 12 miliardi di investimenti in movimento. Sollecitare al massimo le soluzioni definitive, le esecuzioni: Lei ci aiuterà (Cassa DD.PP., Finanza Locale; ecc ... )

Per questi problemi la Sua opera sollecitatoria presso tutti gli organi competenti ci aiuti!

Problemi che in questo secondo tempo della nostra amministrazione devono essere tecnicamente e finanziariamente impostati; (di essi è già informato il Governo). Quali sono? Ecco: approvvigionamento idrico, opere igieniche: fognatura, macello, mercato ortofrutticolo, mercati rionali, bagni e lavanderie pubbliche; risanamento di S. Frediano, S. Croce, Sdrucciolo Pítti, centri assistenza. Edilizia scolastica: 20 nuove scuole elementari, 8 scuole medie. Servìzi comunali: palazzo degli uffici, autoparco, illuminazione. Piano regolatore e traffico: piano intercomunale, riorganizzazione traffico; campi sportivi; abbassamento piano della ferrovia; stazione, autocorriere; sistemazione vie; pavimentazione.

Patrimonio artistico. Politica delle aree: carceri, restituzione di edifici artistici adibiti a caserme e valorizzazione delle aree delle caserme che si trovano in città. La soluzione di tutti questi problemi importa una spesa di circa 60 miliardi!

Non bisogna scoraggiarsi, se i problemi esistono, se la loro soluzione è economicarnente utile.

Firenze è la città che dà un forte contributo allo Stato di valuta pregiata, con l’afflusso turistico straniero. Quindi occorre: l’intervento dello Stato, del capitale privato. Abbiamo già compiuto passi presso il Ministro Fanfani: egli ha in mano il prospetto dei nostri problemi, i quali sono stati ampiamente prospettati anche agli altri Ministri competenti. Le dimensioni e le difficoltà sono grandi ma non ci abbatteranno: lo esige la santità della causa, la civiltà cristiana, il mondo intero. Ci sentiamo tutti intenti verso questi obbiettivi: l’azione concorde dei miei collaboratori di Giunta e di Consiglio: dal Segretario generale agli operai: la nostra divisa è fare. Il nostro grazie al Presidente del Consiglio ed al Ministro degli Interni: quest’ultimo ci ha scritto e parlato con tante promesse ed è uomo che non promette mai invano.

Contiamo sulla Sua affettuosa collaborazione e Le rivolgiamo il nostro saluto ed il nostro, fervido augurio.