Il benvenuto del Sindaco al nuovo Prefetto

Il benvenuto del Sindaco al nuovo Prefetto

Saluto del Sindaco al nuovo Prefetto di Firenze Gargiulo (15/10/1951)

 

 

I

 

Il benvenuto a nome della città - questa dolce città, fiore del mondo, civitas requiei meae centro della cultura cristiana ed umana - della Giunta e del Consiglio Comunale.

Ella, Eccellenza, non rimpiangerà di aver lasciato un’altra grande città, faro anche esso della civiltà cristiana ed umana, (Venezia). 1 Prefetti che l’hanno preceduto - ai quali inviamo un cordiale saluto: Paternò - Pavone - Soldaini - hanno tutti sperimentato la gioia costruttiva di Firenze.

 

II

 

La Sua venuta, Eccellenza, è nei disegni della Provvidenza certamente legata alla nuova Amministrazione Comunale - ed al vasto ed organico programma di lavori che essa ha già delineato e formalmente promesso di attuare alla cittadinanza fiorentina.

Questo programma concerne tre punti:

1) necessità elementari ed improrogabìlì della popolazione più bisognosa;

2) incremento dell’attività produttiva;

3) esigenze culturali ed artistiche della città.

 

In ordine al primo punto il nostro programma prevede:

a) costruzione di tremila quartieri (direttamente ed indirettamente popolari);

piano di lavori relativi a scuole, strade, acqua, luce, bagni pubblici; un piano finanziario già concretato di più di otto miliardi.

Abbiamo altre idee, ma ancora allo stato di idee.

 

b) cantieri di lavoro per l'occupazione immediata e provvisoria di più di mille operai (fine ottobre-novembre).

Corsi di qualificazione.

Laboratori E.C.A..

Altre iniziative di occupazione (cosidetta occupazione intellettuale; censimento, ecc.).

 

c) assistenza dell'infanzia (colonie) degli inabili permanenti e dei vecchi.

 

Assistenza E.C.A.: nuova mensa, nuovi laboratori - principio: a tutti un pane, un tetto, un vestito.

d) poliambulatorio I.N.A.M.

Ambulatorio Rifredi.

Altre iniziative di assistenza medica.

 

Quanto al secondo punto, ci interessiamo perché investimenti industriali siano dirottati verso Firenze.

Quanto al terzo punto, svilupperemo molto l'attività del Teatro Comunale e cureremo e coordineremo l'attività culturale, artistica (di lavoro), della città per proporzionare questa attività alla vocazione di Firenze. Attività musicale in Palazzo Vecchio, Ponte S. Trinita.

 

III

 

Tutto questo è possibile fare, grazie all'intervento generoso, rapidissimo, del Governo: la prego, Eccellenza, di voler ufficialmente trasmettere al Governo i sensi della gratitudine mia, della Giunta, del Consiglio Comunale e della cittadinanza intiera. Un grazie cordialissimo vada:

a S.E. il Presidente del Consiglio, De Gasperi, che ha preso vivamente

a cuore il problema della città;

a S.E. Piccioni, Scelba, Vanoni, Gava, Martinelli, Rubinacci, Aldisio,

Zoli, Campilli, Fanfani, Segni, Andreotti.

 

IV

 

Eccellenza; permetta che in questa occasione io esprima alla sua presenza:

a) la gratitudine per gli amici della Giunta: un organismo compatto, senza crepe, finalizzato da un unico scopo: il bene di Firenze: uomini che hanno detto quasi addio alla loro attività privata per donarsi gratuitamente al bene pubblico: grande cosa!

b) ed anche grazie agli impiegati del Comune, nostri collaboratori: Comm. Somma, i Capi Ripartizione qui presenti e tutti gli altri impiegati: essi sono consci che siamo imbarcati su una barca che naviga a vele spiegate e nella quale tutti sono chiamati a dare con energia il loro colpo di remo: lavoro senza soste, quasi, per amore della popolazione bisognosa e di Firenze tutta;

c) grazie agli impiegati della Prefettura che ci hanno sempre coadiuvato tanto;

d) ed ora, Eccellenza, grazie a lei per l'essenziale contributo che darà al nostro lavoro: la Provvidenza non fa mai le cose invano: se lei è ora il nostro Prefetto è segno che il Signore ha scelto per noi l'uomo che ci voleva per aiutarci ad attuare con la massima energia e la massima rapidità e volontà il nostro programma.

 

 

V

 

Eccellenza, grazie: saremo contenti lei e noi al termine del nostro lavoro: perché avremo servito una grande causa: è la causa del bene comune, degli umili, della cultura, della civiltà: che è, in ultima analisi, la causa dolce dell'Evangelo!